L’origine del Grand Canyon è stata a lungo uno dei misteri più duraturi della geologia. Sebbene il canyon sia un’icona globale di bellezza naturale, gli scienziati hanno trascorso decenni a discutere i meccanismi fondamentali della sua creazione: Come ha fatto il fiume a trovare il suo percorso e quando ha iniziato a scavare un abisso così enorme?
Un nuovo studio pubblicato sulla rivista Science fornisce un interessante pezzo del puzzle, offrendo nuovo supporto a una teoria controversa nota come “ipotesi di spillover”.
L’ipotesi dello spillover: un enorme lago come catalizzatore
Per anni, i geologi hanno discusso se il fiume Colorado abbia scavato il suo percorso attraverso una graduale erosione o attraverso un evento improvviso e drammatico. La nuova ricerca suggerisce una via di mezzo che coinvolge un enorme lago antico.
Lo studio suggerisce che circa 6,6 milioni di anni fa, una versione ancestrale del fiume Colorado scorreva nel bacino del Bidahochi nel nord dell’Arizona. Raccogliendo l’acqua, questo bacino formò un enorme lago. Alla fine, il livello dell’acqua salì abbastanza da violare una barriera geologica – il sollevamento del Kaibab – e “si riversò” in un nuovo canale. Questo straripamento avrebbe stabilito il corso attuale del fiume, fornendo l’enorme volume di acqua ed energia necessari per iniziare a scolpire il Grand Canyon.
L’indizio “Grano rosa”.
La svolta è arrivata da un’acuta osservazione del geologo Brian Gootee dell’Arizona Geological Survey. Notò una sorprendente somiglianza tra i depositi di sabbia trovati a valle del Grand Canyon e quelli situati nel bacino di Bidahochi: entrambi contenevano granelli rosa arrotondati e caratteristici.
Per verificare questa connessione, i ricercatori hanno utilizzato un metodo sofisticato:
– Hanno datato i cristalli di zircone durevoli trovati nella sabbia.
– I risultati hanno confermato che entrambi i gruppi di grani provenivano dalla stessa fonte: le rocce lungo lo spartiacque del fiume Colorado.
– Questo collegamento dimostra che il bacino di Bidahochi un tempo conteneva l’acqua proveniente dallo stesso sistema fluviale che alla fine ha scavato il canyon.
“È chiaro che questo lago deve aver avuto un ruolo nella formazione del canyon”, afferma il co-autore principale Ryan Crow, un geologo dell’U.S. Geological Survey.
Un dibattito scientifico: inondazione improvvisa o flusso graduale?
Mentre le prove a favore del lago si stanno rafforzando, la comunità scientifica rimane divisa sulla natura dell’evento e sulla sequenza dei cambiamenti geologici.
Le argomentazioni a favore dello spillover
Sostenitori come Crow sostengono che il meccanismo di spillover è la spiegazione più “semplice e probabile” rispetto ad altre teorie, come:
– Crollo della grotta: L’idea che l’acqua dissolvesse le reti sotterranee finché la superficie non crollò.
– Cattura del torrente: la teoria secondo cui un sistema di drenaggio più piccolo venne eroso a monte fino a “catturare” il fiume Colorado.
Il punto di vista degli scettici
Non tutti i geologi ne sono convinti. Karl Karlstrom dell’Università del New Mexico osserva che mentre un fiume proto-Colorado certamente entrava nel Bidahochi, non è provato che sia mai esistito un lago abbastanza grande da causare un tale riversamento.
Inoltre, Karlstrom suggerisce l’esistenza di un “paleocanyon”, un canyon più antico che potrebbe aver già attraversato il sollevamento del Kaibab. Se esistesse già un percorso, il fiume lo avrebbe attraversato invece di confluire in un enorme lago, invalidando potenzialmente la teoria dello spillover.
Riempire i “cinque milioni di anni mancanti”
Indipendentemente dal fatto che lo spillover sia stato una singola inondazione catastrofica o un processo graduale, questo studio risolve un problema cronologico significativo.
I documenti geologici mostrano che il fiume Colorado scorreva attraverso il Colorado occidentale 11 milioni di anni fa, ma non appariva sul bordo del Grand Canyon fino a 5,6 milioni di anni fa. Ciò ha lasciato un intervallo di cinque milioni di anni nella storia del fiume. Collocando il fiume nel bacino del Bidahochi 6,6 milioni di anni fa, i ricercatori hanno finalmente scoperto dove il fiume si “nascondeva” durante quell’epoca mancante.
Conclusione
Collegando il bacino del Bidahochi al Grand Canyon attraverso antichi depositi di sabbia, questa ricerca fornisce un pezzo vitale del puzzle geologico, restringendo la sequenza temporale e la posizione del viaggio del fiume verso il suo percorso attuale.























