Per decenni i fisici hanno creduto di avere una mappa completa del mondo magnetico. Hanno capito i ferromagneti (i magneti che fissano le foto al frigorifero) e gli antiferromagneti (materiali in cui gli spin magnetici si annullano a vicenda, rendendoli apparentemente “inutili” per la maggior parte delle tecnologie).

Tuttavia, una recente serie di scoperte sta rivelando una terza categoria, molto più versatile: gli altermagneti. Questi materiali si nascondevano in bella vista, travestiti da normali antiferromagneti, ma possiedono “superpoteri” che potrebbero rivoluzionare il modo in cui archiviamo i dati e alimentiamo la prossima generazione di computer basati sull’intelligenza artificiale.

Il mistero del magnete “invisibile”.

La scoperta non è iniziata con un nuovo materiale, ma con un mistero matematico. Nel 2018, i ricercatori che studiavano il biossido di rutenio, un noto antiferromagnete, notarono qualcosa di impossibile: il materiale mostrava l’effetto Hall anomalo.

Tipicamente, questo effetto è tipico dei ferromagneti, dove una corrente crea una tensione significativa a causa di un campo magnetico netto. Poiché il biossido di rutenio non ha un campo magnetico netto, gli scienziati si sono chiesti: Come può un materiale privo di magnetismo comportarsi come se avesse una potente forza magnetica?

La risposta non è stata trovata nel magnetismo stesso, ma nella geometria degli atomi.

Simmetria: l’ingrediente segreto

Per comprendere gli altermagneti, è necessario comprendere la simmetria. In fisica, la simmetria descrive il modo in cui un oggetto rimane invariato quando lo ruoti, lo capovolgi o lo sposti.

  • I ferromagneti rompono la “simmetria dell’inversione temporale”. Se teoricamente invertissimo il tempo (invertendo tutti gli spin degli elettroni), il magnete cambierebbe: i suoi poli nord e sud si invertirebbero. Questo crea un campo magnetico macroscopico.
  • Gli antiferromagneti sono altamente simmetrici. Se capovolgi i loro giri, sembrano identici a come hanno iniziato. Poiché sono così simmetrici, mancano della “direzionalità” necessaria per molte applicazioni high-tech.
  • Altermagnets occupano una via di mezzo unica. Attraverso complessi calcoli effettuati da un supercomputer, i ricercatori hanno scoperto che in alcuni materiali le nubi di elettroni vengono deformate da quelle vicine. Questa deformazione crea uno schema specifico in cui gli spin sono legati alla forma fisica del reticolo cristallino.

A causa di questa “simmetria rotta”, gli altermagneti si comportano come un ibrido. Non hanno un campo magnetico netto (come un antiferromagnete), ma possono polarizzare le correnti elettriche (come un ferromagnete). Questa combinazione unica è ciò che dà loro il nome: altermagnetismo.

Perché questo è importante per il futuro della tecnologia

Il momento di questa scoperta è fondamentale. Attualmente siamo nel bel mezzo di un’esplosione di dati guidata dall’intelligenza artificiale. I data center consumano enormi quantità di elettricità e la domanda di memorie più veloci ed efficienti dal punto di vista energetico è alle stelle.

La scoperta degli altermagneti apre la strada verso una nuova era di spintronica :
Efficienza: l’attuale archiviazione dei dati (come i dischi rigidi) si basa su ferromagneti. Gli altermagneti potrebbero consentire velocità di commutazione molto più elevate e un consumo energetico inferiore.
Densità: poiché gli altermagneti non hanno grandi campi magnetici esterni, possono essere raggruppati molto più strettamente insieme senza interferire tra loro, portando potenzialmente a chip di memoria molto più densi.
Nuove funzionalità: consentono alle correnti “polarizzate in spin” (utilizzando essenzialmente lo “spin” di un elettrone anziché semplicemente la sua carica) di trasportare informazioni, il che è molto più efficiente dell’elettronica tradizionale.

La ricerca del cristallo perfetto

In laboratori come quelli del MIT, il lavoro è passato dalla teoria alla caccia al microscopio. I ricercatori stanno ora cercando scaglie di composti specifici e atomicamente sottili, come il bromuro di nichel, che presentano queste proprietà altermagnetiche. L’obiettivo è trovare “l’ago nel pagliaio”: un singolo cristallo abbastanza sottile da essere utilizzato in un dispositivo che potrebbe eventualmente sostituire o migliorare i chip di silicio nelle nostre automobili, elettrodomestici e server.

“È come quando ero bambino; ​​dovevo prendere gli occhiali… e nel momento in cui li ho messi mi sono reso conto di quanto prima non riuscivo a vedere.” — Rafael Fernandes, fisico

Conclusione
La scoperta dell’altermagnetismo dimostra che anche i materiali più conosciuti possono nascondere profondi segreti. Comprendendo le simmetrie geometriche nascoste degli atomi, gli scienziati stanno scoprendo una nuova classe di materiali che potrebbero ridefinire i limiti dell’informatica e dell’efficienza energetica.