Le popolazioni di koala in Australia dimostrano un sorprendente recupero genetico dopo gravi colli di bottiglia, mettendo in discussione l’ipotesi di lunga data secondo cui tali eventi portano inevitabilmente all’estinzione. Un nuovo studio rivela che alcuni gruppi di koala, nonostante abbiano dovuto affrontare consanguineità estreme e difetti genetici dovuti alla caccia eccessiva storica, si sono ripresi con una crescente diversità genetica nelle ultime 40 generazioni.
Collo di bottiglia storico e ripresa inaspettata
Storicamente, la popolazione di koala vittoriana ha subito un drastico calo alla fine del 1800 a causa del commercio di pellicce, che ha portato a un collo di bottiglia genetico. Questa riduzione della diversità genetica tipicamente prevede la consanguineità a lungo termine e l’eventuale estinzione. Tuttavia, i ricercatori hanno scoperto che le dimensioni effettive della popolazione – una misura della diversità genetica distribuita tra gli individui – sono aumentate nel Victoria, mentre le popolazioni del Queensland e del Nuovo Galles del Sud, precedentemente considerate più sane, hanno mostrato un calo.
“L’ipotesi che un collo di bottiglia porti alla fine all’estinzione non è scolpita nella pietra”, sottolinea Rachel O’Neill, biologa genomica dell’Università del Connecticut.
Il ruolo della rapida crescita della popolazione
La chiave di questa ripresa non è solo la sopravvivenza, ma la crescita esplosiva della popolazione. I koala di Victoria sono ora così numerosi che gli sforzi di conservazione si concentrano sulla limitazione del loro numero piuttosto che sul loro aumento. Questa rapida espansione ha creato opportunità per nuove mutazioni e il rimescolamento dei geni esistenti attraverso la ricombinazione.
Collin Ahrens, biologo evoluzionista del Cesar Australia e coautore dello studio, spiega: “La ricombinazione rimescola la variazione genetica. È davvero importante ed è qualcosa di davvero difficile da misurare”. In sostanza, l’enorme numero di individui ha consentito il ripristino della diversità genetica nonostante il collasso iniziale.
Paralleli con le specie invasive
Questo fenomeno riecheggia il successo delle specie invasive, che spesso prosperano dopo essere state introdotte con solo pochi individui in un nuovo ambiente. Invece di soccombere alla consanguineità, queste specie proliferano rapidamente, a volte a scapito degli ecosistemi nativi. Il caso del koala vittoriano dimostra che dinamiche simili possono verificarsi anche in specie autoctone sotto pressione.
Implicazioni per la conservazione
I risultati hanno implicazioni più ampie per gli sforzi di conservazione. Molte specie si trovano ad affrontare un declino della popolazione a causa dei cambiamenti climatici e dell’attività umana, ma questa ricerca suggerisce che una rapida espansione, quando possibile, potrebbe ripristinare il potenziale evolutivo.
“Se diamo loro le risorse e gli strumenti giusti per avere una sorta di rapida espansione, forse possiamo anche ripristinare il loro potenziale evolutivo”, osserva Caitlin Curry, genetista delle popolazioni presso la San Diego Zoo Wildlife Alliance.
In conclusione, la sorprendente resilienza dei koala vittoriani dimostra che il recupero genetico è possibile anche dopo gravi colli di bottiglia nella popolazione, a condizione che le condizioni consentano una rapida crescita e ricombinazione. Questa intuizione offre una prospettiva cautamente ottimistica per gli ambientalisti che lavorano per preservare le specie che si trovano ad affrontare minacce simili.























