La Federal Communications Commission (FCC) ha recentemente implementato nuove restrizioni sulle vendite di droni negli Stati Uniti, aggiungendo produttori chiave come DJI e Autel Robotics alla sua “Lista coperta”. Questa decisione, annunciata il 22 dicembre, va oltre l’uso ricreativo dei droni; riflette le crescenti preoccupazioni degli Stati Uniti sui rischi per la sicurezza nazionale legati alla tecnologia dei droni di fabbricazione straniera. La mossa mira a frenare il dominio dei produttori cinesi in un settore critico, rafforzando al tempo stesso la produzione americana di droni.

L'”Elenco coperto” e le sue implicazioni

La “Covered List” della FCC identifica le tecnologie di comunicazione ritenute potenziali minacce alla sicurezza. L’inclusione significa che i nuovi modelli delle società quotate – principalmente DJI e Autel Robotics – non possono essere importati o venduti negli Stati Uniti. Non si tratta semplicemente di vietare i dispositivi; si estende a componenti critici come batterie e controller, potenzialmente interrompendo la manutenzione e le riparazioni delle flotte di droni esistenti.

La logica della FCC è incentrata sulla vulnerabilità dei droni all’uso improprio, inclusi potenziali attacchi, interruzioni o sorveglianza. La tempistica della decisione, citata nell’annuncio, è legata ai grandi eventi imminenti come la Coppa del Mondo FIFA 2026 (parzialmente ospitata negli Stati Uniti) e le celebrazioni del 250° anniversario del paese. I funzionari stanno adottando azioni preventive per mitigare i rischi percepiti.

Impatto sui piloti e sulle industrie di droni commerciali

Il divieto ha già suscitato forti reazioni, in particolare tra i quasi 500.000 piloti di droni commerciali certificati dalla FAA negli Stati Uniti. Un recente sondaggio del Pilot Institute ha rivelato che il 43% dei piloti ritiene che le restrizioni avranno un “impatto potenziale sulla fine degli affari” sulle loro operazioni. Molti stanno accumulando droni e parti di ricambio in previsione di ulteriori limitazioni.

Gli effetti si estendono ben oltre gli hobbisti. I droni sono ora strumenti essenziali in settori come quello immobiliare, dell’agricoltura, della risposta alle catastrofi e dell’ispezione delle infrastrutture. I comuni e i governi locali degli Stati Uniti fanno molto affidamento su questi dispositivi, con la sola DJI che controlla circa il 70-90% del mercato americano. Le nuove regole potrebbero mettere a dura prova queste operazioni, aumentando i costi e potenzialmente rallentando i servizi critici.

Perché è importante: la tendenza più ampia

La decisione della FCC fa parte di un più ampio sforzo federale per limitare la tecnologia cinese. Divieti simili hanno preso di mira le apparecchiature di telecomunicazione e i sistemi di videosorveglianza, riflettendo preoccupazioni profonde sulla sicurezza dei dati e sul potenziale spionaggio. Il governo degli Stati Uniti sta tentando attivamente di rimodellare le catene di approvvigionamento, incoraggiando la produzione nazionale di droni e riducendo la dipendenza dai produttori stranieri.

Le implicazioni a lungo termine rimangono incerte. Sebbene i proprietari di droni esistenti possano continuare a utilizzare i propri dispositivi, la scarsità di parti di ricambio potrebbe finire per mettere a terra intere flotte. La spinta verso il “dominio americano dei droni”, come ha affermato il presidente della FCC Brendan Carr, probabilmente accelererà lo sviluppo di alternative prodotte negli Stati Uniti. Ma resta da vedere se queste alternative riusciranno a soddisfare la domanda attuale, e a prezzi competitivi.

Le restrizioni della FCC non riguardano solo i droni; rappresentano un cambiamento strategico nella politica statunitense, dando priorità alla sicurezza nazionale rispetto alla convenienza del mercato. I prossimi anni determineranno se questo approccio rafforzerà l’innovazione americana o ostacolerà un settore in rapida crescita.