Un’eminente scienziata del clima, Kate Marvel, si è dimessa dalla NASA, citando una crescente ostilità verso la verità scientifica all’interno del governo federale degli Stati Uniti. La sua partenza fa parte di un esodo più ampio: oltre 10.000 scienziati, ingegneri e matematici con dottorato di ricerca hanno lasciato il servizio federale dal 2017, secondo la rivista Science. Le dimissioni della Marvel sottolineano una tendenza più profonda di interferenza politica nella ricerca scientifica, che si estende oltre la scienza del clima fino a campi critici come il cancro e lo sviluppo di vaccini.

Lo spostamento delle priorità

La Marvel, ex membro del Goddard Institute for Space Sciences (GISS) della NASA, ha spiegato la sua decisione in una lettera di dimissioni, affermando che “non si sarebbe mai aspettata che la scienza stessa sarebbe stata attaccata”. Ha sottolineato che non si tratta semplicemente di disaccordo con le conclusioni, ma di un fondamentale indebolimento della ricerca della verità – un processo che lei identifica con il giornalismo, la storia e l’arte. Questo attacco, sostiene, non è isolato; Il fatto che l’amministrazione Trump abbia preso di mira la ricerca sul cancro pediatrico, gli studi sul Parkinson e i programmi di vaccini ha dimostrato un più ampio disprezzo per l’integrità scientifica.

Sfide operative alla NASA

Lo scienziato ha spiegato in dettaglio come le realtà operative della NASA siano diventate sempre più insostenibili. Le sovvenzioni per la ricerca erano incerte, i programmi dovevano affrontare tagli arbitrari e perfino le infrastrutture di base erano messe a repentaglio: il team GISS fu sfrattato dal suo contratto di locazione a New York City e costretto a operare dalle biblioteche universitarie.

La Marvel ha illustrato questi problemi con esempi specifici: una proposta per rendere la rete elettrica a prova di futuro contro i cambiamenti nella disponibilità solare indotti dal clima e uno studio sugli ipotetici impatti della geoingegneria, sono stati entrambi messi da parte nonostante le revisioni tra pari positive. Ciò ha creato un ambiente di costante incertezza, in cui gli scienziati non potevano pianificare progetti a lungo termine o avere fiducia nella stabilità dei finanziamenti.

Le implicazioni più ampie

La partenza della Marvel non è solo una decisione personale; riflette un problema sistemico. Gli Stati Uniti sono stati storicamente un leader globale nel progresso scientifico, alimentato dal sostegno bipartisan e da robusti finanziamenti. Tuttavia, sostiene, il consenso si è eroso, portando a una situazione in cui anche la ricerca di base è a rischio.

“Quello che non mi aspettavo era che [l’amministrazione Trump] si sarebbe concentrata per prima sulla ricerca sul cancro pediatrico. Che avrebbe perseguito per prima la ricerca sul Parkinson. E avrebbe perseguito i vaccini, la più grande invenzione dell’umanità.”

Questo cambiamento ha conseguenze più ampie. Se gli Stati Uniti abbandonano il proprio impegno verso il rigore scientifico, rischiano di perdere il proprio vantaggio competitivo nell’innovazione e di perdere il proprio ruolo di fonte affidabile di conoscenza su questioni globali cruciali come il cambiamento climatico.

Andare avanti

La Marvel rimane impegnata nella scienza ma cerca una piattaforma in cui possa portare avanti la ricerca e parlare apertamente delle sue implicazioni, anche se ciò significa sfidare le narrazioni politiche. Intende concentrarsi sulla scienza applicata che informa le decisioni critiche, affermando senza mezzi termini: “Vivo sulla Terra e quindi non voglio vedere questo particolare futuro”.

La sua partenza funge da duro avvertimento: l’erosione dell’integrità scientifica non è solo un dibattito politico astratto; è una minaccia tangibile alla nostra capacità di comprendere e affrontare le sfide più urgenti del mondo.