L’intelligenza artificiale (AI) sempre più sofisticata viene utilizzata dai truffatori come arma per sfruttare la vulnerabilità emotiva dei proprietari di animali domestici. Gli aggressori generano immagini realistiche di animali presumibilmente feriti o scomparsi, quindi chiedono denaro per fatture veterinarie false o costi di recupero. Questa tattica sfrutta la disperazione dei proprietari che hanno perso i propri animali domestici, facendo leva sulla loro disponibilità a fare qualsiasi cosa pur di riportarli a casa.

La truffa in azione

Lo schema si svolge rapidamente. I proprietari che pubblicano online avvisi di “animale domestico smarrito” vengono rapidamente contattati da truffatori che presentano quelle che sembrano essere prove fotografiche del loro animale in pericolo. In un caso in Florida, il proprietario di un cane ha ricevuto una chiamata da qualcuno che si spacciava per la polizia, sostenendo che il suo pastore tedesco era stato investito da un’auto e necessitava di un intervento chirurgico urgente. Il chiamante ha inviato un’immagine generata dall’intelligenza artificiale del cane su un tavolo operatorio, chiedendo $ 1.900 tramite pagamento mobile. Sebbene il proprietario abbia obbedito, la sua banca ha segnalato la transazione come sospetta. Alla fine, ha inviato un importo inferiore prima di scoprire che il suo cane era sempre al sicuro a casa.

Incidenti simili sono stati segnalati in California, con truffatori che hanno contattato gli uffici veterinari per corroborare le loro false affermazioni. A un uomo anziano è stato detto che il suo cane di servizio si stava riprendendo da un intervento chirurgico e gli è stato fatto pressione affinché inviasse denaro per le sue “cure”. L’Animal Compassion Team di Fresno riceve circa 20 segnalazioni di questo tipo ogni giorno.

Il ruolo dell’intelligenza artificiale nell’escalation

L’esperto di protezione dalle truffe Tomas Sinicki spiega che questa tendenza rappresenta una pericolosa evoluzione dell’ingegneria sociale. I generatori di immagini AI ora consentono ai criminali di creare truffe altamente personalizzate che aggirano lo scetticismo. Il peso emotivo di un animale domestico smarrito rende le vittime particolarmente vulnerabili. Sinicki osserva che le immagini e i clip vocali generati dall’intelligenza artificiale sono spesso considerati “prove” sufficienti per estrarre denaro.

False minacce di eutanasia

L’inganno si estende oltre le richieste di risarcimento danni. I truffatori stanno utilizzando l’intelligenza artificiale per fabbricare immagini di animali nei rifugi che si suppone siano a rischio di eutanasia, spingendo donazioni disperate per “salvarli”. Monica Wylie, direttrice di San Jose Animal Care and Services, ha riferito che la sua organizzazione ha ricevuto centinaia di chiamate in seguito alla diffusione di questi post falsi, molti dei quali contenevano rappresentazioni esagerate e lacrimose di animali. La realtà: questi animali non sono mai stati a rischio di eutanasia.

Amplificazione sui social media

Il gruppo Facebook “Saving Shelter Dogs from Eutanasia”, con oltre 126.000 follower, è stato uno dei principali vettori di queste truffe, pubblicando un mix di contenuti reali e generati dall’intelligenza artificiale. Sebbene i Termini di servizio dell’intelligenza artificiale di Meta proibiscano l’uso ingannevole dell’intelligenza artificiale, la pagina è rimasta attiva per mesi prima di diventare inaccessibile in seguito alle richieste di Popular Science.

Il futuro della criminalità informatica

Sinicki avverte che l’intelligenza artificiale sta semplificando la criminalità informatica in modi senza precedenti. Proprio come la catena di montaggio ha rivoluzionato il settore manifatturiero, l’intelligenza artificiale consente ai criminali di produrre in serie attacchi sofisticati e personalizzati su larga scala. Le implicazioni sono chiare: nell’era dei deepfake, la fiducia nelle prove digitali si sta rapidamente erodendo.

Proteggersi

I proprietari di animali domestici possono mitigare il rischio rimanendo scettici nei confronti dei messaggi non richiesti, in particolare di quelli che richiedono pagamenti urgenti. Verificare le informazioni attraverso canali ufficiali (ad esempio chiamando direttamente un rifugio) e trattare tutte le immagini o i video di contatti sconosciuti come potenzialmente falsi. Nell’ambiente odierno, la “prova” visiva o uditiva non è più affidabile.