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Le onde radio offrono auto senza conducente Una nuova “visione” dietro le curve

Recenti test presso l’Università della Pennsylvania dimostrano un potenziale passo avanti nella sicurezza dei veicoli autonomi: un nuovo sistema di sensori chiamato HoloRadar utilizza le onde radio per rilevare oggetti – compresi i pedoni – nascosti alla vista diretta. Questa innovazione affronta un limite critico dell’attuale tecnologia di guida autonoma, che lotta contro gli ostacoli che bloccano la visuale.

Il problema con i sistemi attuali

La maggior parte delle auto senza conducente si affida a LiDAR (Light Detection and Ranging), telecamere e radar. Il LiDAR, pur essendo altamente efficace in condizioni di cielo sereno, viene facilmente bloccato da edifici o oggetti di grandi dimensioni, creando angoli ciechi. Si tratta di un grave problema di sicurezza, come illustrato dal recente incidente a Santa Monica, in California, dove un veicolo Waymo ha investito un bambino uscito da dietro un SUV. L’auto ha rilevato il bambino dopo che era già sulla strada, evidenziando la necessità di capacità di rilevamento predittivo.

Come funziona HoloRadar

Il team della Penn ha aggirato i limiti dei sensori basati sulla luce sfruttando le onde radio. A differenza delle lunghezze d’onda corte del LiDAR, le onde radio sono più lunghe, consentendo loro di “piegarsi” attorno agli angoli. Pareti e superfici agiscono come specchi, riflettendo i segnali radio secondo schemi prevedibili. Il sistema utilizza quindi un modello AI per filtrare questi dati e ricostruire una rappresentazione 3D degli oggetti nascosti.

“I robot e i veicoli autonomi devono vedere oltre ciò che hanno direttamente di fronte”, afferma Mingmin Zhao, autore senior dello studio. “Questo è un passo importante verso la fornitura ai robot di una comprensione più completa dell’ambiente circostante.”

Test e limitazioni

HoloRadar è stato testato con successo su robot mobili che si muovevano negli angoli del campus, rilevando costantemente le persone nascoste. Il sistema non è destinato a sostituire i sensori esistenti ma a integrarli, aggiungendo un ulteriore livello di percezione. I precedenti tentativi di risolvere questo problema, come il sistema di rilevamento delle ombre del MIT o il LiDAR a fotone singolo della Stony Brook University, si basavano sulla luce e faticavano in condizioni di scarsa visibilità.

Implicazioni sulla sicurezza

Man mano che i veicoli autonomi diventeranno più diffusi, gli incidenti inevitabilmente si verificheranno. Negli Stati Uniti sono già stati segnalati almeno una dozzina di decessi legati alle auto a guida autonoma, e tale numero è destinato a crescere con l’aumento della diffusione. HoloRadar, insieme ad altri progressi, potrebbe ridurre questi incidenti fornendo alle auto senza conducente una consapevolezza più completa dell’ambiente circostante.

In definitiva, la capacità di “vedere” dietro gli angoli rappresenta un passo fondamentale verso la realizzazione di veicoli autonomi più sicuri e affidabili nelle condizioni del mondo reale.

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