Durante il culmine della Guerra Fredda, la Central Intelligence Agency (CIA) perseguì un progetto bizzarro e alla fine fallito noto come “Acoustic Kitty”. L’obiettivo: trasformare i gatti domestici in agenti di spionaggio segreti. Questa iniziativa, sebbene apparentemente assurda, rivela un periodo di estrema sperimentazione all’interno dell’agenzia ed evidenzia le sfide legate al controllo del comportamento animale a fini di intelligence.
Il progetto Acoustic Kitty: una breve storia
Negli anni ’60, la CIA esplorò metodi non convenzionali per raccogliere informazioni, compreso l’uso di animali. L’idea alla base di Acoustic Kitty era quella di impiantare un microfono e un trasmettitore nel corpo di un gatto, permettendogli di origliare le conversazioni vicino alle ambasciate sovietiche. L’agenzia credeva che un gatto potesse infiltrarsi in luoghi sicuri senza essere notato a causa delle sue piccole dimensioni e della sua natura senza pretese.
Perché non è riuscito: i gatti saranno gatti
Il progetto ha subito problemi. Il problema principale non era la fattibilità tecnica ma i gatti stessi. Secondo l’ex agente della CIA Victor Marchetti e l’addestratore di animali Bob Bailey, i gatti si sono rivelati impossibili da controllare. Secondo quanto riferito, un gatto è stato investito da un’auto prima di raggiungere il suo obiettivo, mentre altri si sono semplicemente rifiutati di collaborare. I gatti, a differenza dei cani allevati per l’obbedienza, operano alle proprie condizioni, dando priorità al comfort personale rispetto ai comandi umani. Come spiega Stephen Quandt, un comportamentista felino, i gatti “vogliono fare esattamente ciò che gli piace, senza rispetto se vogliamo che lo facciano o no”.
La scienza dietro il comportamento dei gatti
Il fallimento di Acoustic Kitty sottolinea una differenza fondamentale tra cani e gatti domestici. I cani sono stati allevati selettivamente per millenni per compiacere gli esseri umani, mentre i gatti si sono ampiamente autodomesticati associandosi con gli esseri umani solo quando ne hanno tratto beneficio (ad esempio, per il controllo dei parassiti). Questa divergenza evolutiva spiega perché addestrare un gatto a spiare è significativamente più difficile che addestrare un cane a svolgere compiti.
Valutazione ed eredità della CIA
Nonostante gli intoppi, la CIA continuò a documentare il progetto, con documenti redatti che riconoscevano la possibilità di addestrare i gatti ma alla fine conclusero che era poco pratico. Il programma Acoustic Kitty funge da ammonimento sui limiti dello spionaggio basato sugli animali e sull’importanza di comprendere i comportamenti specie-specifici.
Oggi esistono tecnologie di sorveglianza più efficaci, che rendono obsoleta l’idea dei gatti spia. Tuttavia, la storia rimane una strana nota a piè di pagina nella storia della Guerra Fredda, a dimostrazione di quanto le agenzie di intelligence si siano spinte alla ricerca di metodi non convenzionali.























