A cinque anni dall’inizio della sua missione, il rover Perseverance della NASA si sta spingendo più in profondità nel territorio inesplorato di Marte. In un recente aggiornamento, l’agenzia ha evidenziato l’ultima spedizione del rover nella Campagna del Margine Settentrionale, che segna il suo quinto grande progetto scientifico dall’atterraggio nel cratere Jezero nel febbraio 2021.

Il fulcro di questo aggiornamento è un nuovo splendido selfie scattato vicino a una regione soprannominata Lac de Charmes. Questa immagine non è solo una pietra miliare visiva; segnala che Perseverance ha raggiunto il punto più lontano a ovest che abbia mai viaggiato dal suo arrivo, avventurandosi in quello che gli scienziati del progetto chiamano il “selvaggio West” oltre il bordo del cratere.

Un’impresa tecnologica nell’autoritratto

L’ultimo ritratto è solo il sesto selfie che Perseverance ha catturato da quando è atterrato sul Pianeta Rosso. Creare queste immagini è una sfida ingegneristica complessa. Il rover utilizza la fotocamera Wide Angle Topographic Sensor for Operations and eNgineering (WATSON), montata all’estremità del suo braccio robotico.

Per catturare l’immagine del marzo 2024, il rover ha eseguito 62 movimenti precisi nel corso di un’ora, unendo insieme 61 foto separate per creare una visione chiara e ad alta risoluzione di se stesso e dell’ambiente circostante. Questo meticoloso processo garantisce che ogni dettaglio delle condizioni del rover e del terreno circostante sia documentato per ingegneri e scienziati sulla Terra.

Svelare antichi segreti geologici

Mentre il selfie cattura l’attenzione, la scienza che guida il rover in avanti è ancora più significativa. Prima di posare per la macchina fotografica, Perseverance era impegnata ad analizzare uno sperone roccioso chiamato Aretusa. Usando il trapano del suo braccio robotico, il rover ha abraso la superficie per esporre materiale fresco per l’analisi chimica.

I risultati sono stati sorprendenti:
* Origine antica: L’affioramento di Aretusa è composto in gran parte da minerali ignei che precedono lo stesso Cratere Jezero.
* Formazione del sottosuolo: Le prove suggeriscono che questa roccia si è formata sottoterra milioni di anni fa da materiale fuso, offrendo uno sguardo raro sulla crosta profonda di Marte.

Questa scoperta sposta l’attenzione dalle caratteristiche della superficie agli elementi costitutivi fondamentali del pianeta. Studiando le rocce che probabilmente hanno avuto origine nelle profondità della crosta, gli scienziati sperano di rispondere a domande più ampie sulla storia planetaria di Marte.

Alla ricerca di Megabreccia

L’esplorazione del rover non si limita agli autoritratti e alle perforazioni. Pochi giorni dopo il selfie, Perseverance ha utilizzato il suo strumento Mastcam-Z per catturare una vista panoramica della vicina area di Arbot. Questa immagine composita, composta da 46 scatti singoli, fornisce dati critici per la navigazione su rotte future.

Ancora più importante, questi nuovi punti di osservazione hanno permesso agli scienziati di individuare la megabreccia, massi enormi paragonabili per dimensioni ai grattacieli. Queste rocce colossali furono probabilmente lanciate durante l’impatto di un meteorite circa 3,9 miliardi di anni fa.

“Lo studio del rover su queste rocce davvero antiche è un gioco completamente nuovo”, ha affermato la scienziata del progetto Perseverance Katie Stack Morgan. “Queste rocce, soprattutto se provengono dalle profondità della crosta, potrebbero darci informazioni applicabili all’intero pianeta, ad esempio se su Marte ci fosse un oceano di magma e quali condizioni iniziali alla fine lo abbiano reso un pianeta abitabile”.

Perché è importante

Il significato dell’attuale posizione di Perseverance va oltre la semplice esplorazione. Accedendo a queste antiche rocce della crosta profonda, gli scienziati stanno andando oltre lo studio della storia della superficie di Marte per comprenderne la genesi planetaria.

Se queste rocce confermassero l’esistenza di un oceano di magma del passato o rivelassero specifiche condizioni iniziali, ciò potrebbe cambiare radicalmente la nostra comprensione di come Marte si sia evoluto da un mondo potenzialmente abitabile al pianeta freddo e secco che vediamo oggi. Questa campagna rappresenta un passo fondamentale nel collegare le scoperte geologiche locali alla scienza planetaria globale.


Conclusione: il viaggio di Perseverance nel “selvaggio West” del cratere Jezero sta producendo molto più che semplici immagini impressionanti; sta svelando i segreti del tempo profondo della crosta di Marte. Analizzando antiche rocce ignee e massicci massi da impatto, il rover sta aiutando gli scienziati a ricostruire le prime condizioni che un tempo avrebbero potuto sostenere la vita sul nostro vicino planetario.